martedì 27 dicembre 2011

Quello che il Natale suggerisce.

Necesse est apprendere la NOSTRA idea di felicità e di amore e, per quanto bizzarra possa sembrare agli altri, portarla avanti. Le idee, prima di tutto non sono ASSOLUTE, possono cambiare nel tempo e lo fanno spesso e volentieri. A volte abbiamo la necessità di attraversare delle fasi in cui dobbiamo abbracciare QUELLA SPECIFICA IDEA e il giudizio degli altri ci disturba, ci impaccia, aggiunge pesi al cammino della nostra coscienza. Fidarsi di chi IMPONE visioni del mondo, per quanto comune, è il vero problema dell'in-dividuo.
E' difficile per persone che hanno abbracciato la degenerazione neoplatonica del cristianesimo occidentale con il suo carico di cultura e sacrificio, con il suo carico di SPIRITO lontano dal corpo, con il suo carico di PIETA' ( che non è COM-PASSIONE) distaccarsi dal cancro della maschera sociale che, come dice Carotenuto, ma come aveva capito anche Freud, regala RASSICURAZIONI al prezzo di ENORMI DISAGI.
e' DIFFICILE per chi vive della potenza generatrice di senso comune che è la SOCIETA' (che al di là di tutto mira alla conservazione e, purtroppo, ANCHE E SOPRATTUTTO al PRODURRE) distaccarsi dal giudizio. E' difficile, in particolare, per coloro che vivono di empatia e tengono molto ai giudizi e ai rapporti con gli altri. Bisogna provare a distaccarsi anche dal giudizio di chi amiamo. Prenderne le distanze o ad essere sacrificata sarà la nostra individualità.

mercoledì 7 dicembre 2011

Della frattura primigenia.

Tu vorresti l'amore e la comprensione universale. Vorresti sempre spiegare alle persone, a tutte, le ragioni delle tue azioni, dei tuoi pensieri, le radici dell'incomunicabilità. Vorresti dire CHI sei. Ma l'incomunicabilità è l'essenza della divisione, della condizione umana. Senza incomunicabilità non ci sarebbe scelta, non elezione di anime affini. Senza incomunicabilità non ci sarebbe la storia con le sue divisioni e con le sue grandi fratture.. E' una frattura nell'essere e nell'Essere e pretendere di sanare tale ferita è storia e desiderio ultra-umano. Tutti gli sguardi negati, i sorrisi mai elargiti o concessi a metà. La mela gustata dal sapore amaro. Le facili conclusioni delle menti semplici. Il "voglio essere come sei tu". Il "ti odio perché mi hai negato lo sguardo". Tutto scrive la storia dell'incomunicabilità.

martedì 15 novembre 2011

della "sanità" e della "malattia"-

Quella che i più definiscono "contraddizione" è il frutto della tua storia, scritta nel corpo e negli occhi. Essere in collegamento con la pancia, la mente e il cuore è arte che si impara, sfuggendo alla coerenza e alle DEFINIZIONI. Come l'avvocato della "Carriola" di Pirandello, bisogna trovare uno spazio per prendere la cagnetta per le zampe posteriori e "farle fare la carriola". Non puoi essere serio e cristallizzato per la vita. Per essere "sano" nel senso latino del termine (cioè "intero") devi imparare il linguaggio della follia e dell'incoerenza. Urge essere interi, sani. Interi nel provare e nel credere alla possibilità di essere finalmente ciò che si è. Questo è il necessario.

IO SONO QUELLA DELL'ULTIMO MINUTO. SE L'INCONSCIO HA UN SENSO CI SARA' UNA SPIEGAZIONE PIU CHE LOGICA.

CHIARA PISCIONE
sapete che vi dico? questa è la volta buona che smetto di lavorare a scuola...
oooooooooohhhhh che sollievo!lo fanno apposta per quelli come me a creare tutte ste minchiate online ridicole inutili complicate anticreative antivita di poste certificate che scadono il 30 aprile e ricorsi che alcuni lo sanno altri no, cazzate burocratiche per conquistare meglio e prima di altri meno attenti uno squallido posto di lavoro!fiera di essere una rincoglionita in tal senso.
D'ALTRONDE L'HO SEMPRE DETTO CHE NON VOLEVO FARE IL MESTIERE DI MAMMA E PAPA'.
E UN MOTIVO, CREDETEMI, C'E'.

dietro il muro come dietro la siepe

Durante un delirio


Guardo il muro di fronte al cortile di casa. Muto, pallido, silente. Avvolto nell’aria. Aria di casa. Mi sembra che abbia 2000 anni. Mi sembra che si sia rubato tutta la mia storia e che adesso me la riconsegni all’improvviso, senza alcun ritegno. E senza pudore. Sa cosa sta facendo, sa quant’è grave quest’operazione, quant’è completamente disarmante. Eppure la fa. Da stupido oggetto avvolto nel tempo qual è. Lo guardavo sempre. L’ho sempre guardato. mi affacciavo alla finestra e lo osservavo. In tutta la sua grandezza. C’erano tutti quei buchi, quelle crepe.. aveva un che di giallastro.. mi sembra che abbia accompagnato tutti i miei deliri quando avevo la febbre.. e tutte le mie speranze quando mamma e papà non tornavano, non ancora e io rivolgevo a lui le mie preghiere più accorate, supplicandolo. Così era sua la colpa delle mie febbri, dei miei mal di pancia quando lo guardavo muta, ingannando il male e, allo stesso tempo, suo il merito, se mamma e papà tornavano a casa a riabbracciarmi. Anche se ero stata cattiva. Ha anche visto, lo ricordo nettamente, quand’ero innamorata.. il cielo sembrava assumere sfumature lilla e lui, ah.. lui diventava la parete di un castello nascosto. Dall’altro lato, ne sono certa, correvano rampicanti di edera e fiori.. e, affacciato alla finestra, il mio principe. Mi sovrastava, vecchio e ingiallito dal tempo. Ne sapeva senz’altro di più di me: era lì da sempre. E io da poco, da così poco... E dietro si vedeva qualcosa, quasi un mondo parallelo, forse c’era il mare. Era come la siepe dietro la quale puoi trovarci un infinito nuovo, ogni volta che tu ne abbia voglia.. ero certa che ci fosse qualcosa, forse la strada di via terranova, forse la parallela, ma il mio senso del’orientamento lasciava così a desiderare che non ho mai capito la direzione esatta dove stessi guardando, quando spostavo lo sguardo più in là. Oltre il muro. Ero questo forse che lo rendevo così misterioso. Quel muro. Ora lo riguardo. A destra i balconi del palazzo..mi sembra impossibile. Sono certa che erano più grandi. E più arrugginiti. C’era la lavanderia della casa del quarto piano..sempre densa di roba affastellata, ammassata. C’era lo stendi-panni della signora del terzo piano. Disordine. E sottane nere stese. E una scopa. Non ci sono più. Stenditoio e signora, intendo. Il tempo me lo riconsegna nuovo di zecca, dipinto, rinnovato. Come il mio animo.

martedì 8 novembre 2011

Qualcuno rischia seriamente lo stalking. E oggi ne ho avuto la riprova. Stai attento e medita. Non può andarti bene in eterno. A nessuno va bene in eterno.

lunedì 7 novembre 2011

Fabas indulcat fames

Abbiamo fame e per placare la fame dobbiamo leggere i classici, dove c'è scritto tutto quello di cui c'è ancora bisogno, ora e sempre, nei secoli dei secoli. Infatti, se Benigni, con 4 citazioni fa l' en plein di ascolti e turba i cuori (anche il mio ruvido) allora significa che di scuola e di nazione e di librocuore c'è ancora bisogno e possiamo ancora immaginare di passeggiare per il peripato. Tuttavia, avendo madama Scuola in persona, reso odioso ai più questo cibo degli Dei, I PIU' sono costretti ad accontentarsi dei link depressi e delle frasi bimbeminchie




finire col punto mi pareva banale

QUELLO CHE CAMBIA I TEMPI

E' una banalità antistorica dire che "i tempi sono cambiati" che "i ragazzi non sono più quelli di una volta" che "non sappiamo più soffrire" che "abbiamo troppa libertà".
Che ci piaccia o no, i tempi DOVEVANO cambiare, perche la storia è fatta così, perche dalle azioni vengono fuori le reazioni, dalle cause le conseguenze e tutto quello che abbiamo attorno, niente escluso, è frutto di QUEL passato. E' frutto delle guerre, dei totalitarismi, del fascismo e del maschio dominante e impotente, degli anni "50", dei film romantici e delle gonne al ginocchio, della chiesa e dei suoi veti e poi ancora dei '70 e dell'emancipazione femminile e deglia addii ai reggiseni. Ed essendoci stati quelli era da pazzi pensare che non ci sarebbero stati gli' 80 e i '90 e via dicendo.
Ma i '70, GLI '80 E I '90 NON SI SAREBBERO MAI SOGNATI DI VENIRE SE NON FOSSERO STATI PRECEDUTI DAI '30, '40 E '50.
TANT'è.

Un giorno a Trieste e dintorni - Chiara Piscione

Trieste, a parte l'architettura stile fascista (in cui mi ricorda Messina) mi ha dato alcune bellissime emozioni. Gente forte, gente che ha saputo vivere sotto regni e signorie, i più diversi, resistendo. Gente che ha saputo affrontare il vento forte e sollevare lo sguardo azzurro in direzione del mare. Gente che ha potuto vedere giungere dalle sue coste molte persone. Oggi è un paese di vecchi e non esiste quasi nessun extracomunitario. E' come se avessero ucciso un passato di resistenza e partiginao. Oggi solo le mute tombe dibattono ancora nell'aria tenera di questo Maggio.

Sui maestri de sospetto. Oggi, come sempre.

..La religione è uno strumento di potere tra i più forti. Quasi più forte del sesso. per una volta mi trovo d'accordo con l'autore del "Capitale". Addormenta le coscienze, facendo leva sui bisogni fondamentali dell'uomo e sul senso di colpa. Dio è il contrario della religione. Dall'altra parte, parafrasando Nietsche, dico che ci è stato detto che è un peccato essere belli, essere forti, fare leva su noi stessi e sulle nostre possibilità. Attenti, uomini, meditate. Anche l'illusione del superuomo è uno strumento di potere. La verità, come sempre, sta in mezzo.

un normale martedi

metti la chiave nel cruscotto giri e non parte la macchina. cazzo. Chiami la collega che passa di lì, sorridi agli alunni che si sono accorti, telefoni al concessionario della Nissan a Pordenone, fingendo disinvoltura ma pensando cazzo brutto stronzo che macchina mi hai venduto (?) pensi ai cavetti per fare ripartire la macchina... la riguardi sconfortata, ripensi con nostalgia alle vecchie fiat che partivano con la spintarella e la seconda  (ahh quelli sì erano bei tempi, romantici, sanguigni..) e magari riuscivi anche ad attraccare col maschio di turno che te la faceva ripartire...
...
finché, sfinita, non ti accorgi che stavi usando la chiave di riserva. Smagnetizzata.
Ordinaria amministrazione di una mente confusa
o immenso potenziale creativo non sfruttato?

POSTILLA ALLA NOTA "CIO' CHE NON MI PIACE DI CATANIA ECCETERA ECCETERA - CHIARA PISCIONE -

Precisazione importante nonostante mi scazzi da morire il farla.
Partiamo dal principio, bambini: la distinzione dell'umanità in BUONI E CATTIVI è una categoria, utile per insegnare alcune cose importanti. Pertanto si fa all'asilo e alle scuole elementari per dare ai PARGOLI una idea CHIARA  E SEMPLICE della figura del bene e del male.
L'importanza di tale categoria si esaurisce con l'età adulta. Ai bambini si raccontano le favole (Propp sa di cosa sto parlando) e agli adulti si fanno vedere le TRAGEDIE o surrogati di esse.
Dunque, chi esce da questa fase (infantile ma utile e necessaria come tutte le fasi) apprende che:
1) le persone non sono né buone né cattive ma sono impastate di bene e male, esattamente come accade a quei perfetti esempi di umanità che sono gli eroi delle tragedie greche. Ciò esemplifica ancor più l'idea che nel bene ci sia un po' di male e viceversa.

                   ora

2) essendo tutti ma proprio tutti gli uomini impastati di tale multiforme materia (che ai perbenisti spiace parecchio ma - si dannino pure l'anima - se la troveranno sempre davanti) ne discende che tali esseri umani siano buoni e cattivi insieme. Da questa tesi discende evidentemente un'altra necessaria affermazione:
Non può in alcun modo destare stupore il fatto che Santapaola senta il bisogno di adorare la Madonna o Bin Laden creda di agire bene sterminando tutti in nome di Allah.

Niente stupore agli uomini adulti.
Vesti stracciate ai bambinotti-sacerdoti del Tempio.

Nell'uomo c'è l'esigenza imprescindibile del Bene. Se vogliamo dirla con Freud e spararci la chiappara possiamo evidenziare come principi fondamentali dell'essere il principio di piacere e il principio di realtà. E c'è un'altra curiosa faccenda: la pulsione di morte, che porta l'individuo a tendere verso l'"inferno" o, se vogliamo, ad autodistruggersi.
la faccenda, così banalizzata (chiedo scusa agli psicologi) mette tuttavia in evidenza ancor meglio la multidimensionalità dell'essere umano.

3) Detto ciò arriviamo alla faccenda fondamentale. In alcuni personaggi di dubbia provenienza sociale, che hanno vissuto in ambienti di delinquenza e che hanno anche, come dire, un fare mafiosetto e tendono a farsi giustizia da soli, c'è. altresì, forse per compensazione ad una vita degenerata, una singolare propensione a farsi promotori di valori (in altre categorie sociali spesso dimenticati o messi da parte) della famiglia, del "rispetto" e di alcune basilari regole. 
Tale evidenza, lungi dall'essere un'apologia del mafioso, si è prestata nella mia disamina, ad incarnare un modo pittoresco e divertente (ma anche profondo) per evidenziare un curioso aspetto di bene in un'umanità devastata dalla putredine.
4) Preciserei tuttavia, che nella disamina del mafiosetto (dicui s'è detto sopra) non si intendeva citare proprio il "mafioso" ricco e benestante alleato della lega del Nord e di Berlusconi e magari mandante dell'omicidio di Falcone e Borsellino, nè tanto meno il mafiosetto-pedina di cui ci ha ampiamente parlato Saviano. Per mafioso, nella mia noticina delirante e divertente, si intendeva il tipico mafiosetto mammoriano zzaurdo della civita che al massimo avrà rubacchiato 2 o 3 mele al mercato e che magari , toh, avrà fatto qualche scipparello alla vecchietta di turno. E si ricorda altresì che il mammorianello in questuione non era stato da me additato come categoria sociale preferibile alle altre o come esempio da seguire, ma semplicemente citato come figura alternativa al cui polo opposto si schierava lo schifoso fighetto di MMERDA che magari si sente a posto con la coscienza se dice 4 cazzatelle sulla libertà di espressione e sulla necessità di accettare le critiche e si spara litri di eroina nelle vene o di eroina nelle narici.
Avesse almeno prima imparato a reggersi sulle sue gambette tremolanti. allora potrebbe parlare di libertà di espressione!
diversamente, come spesso accade, deve essere prontamente messo a tacere e a nanna.

QUELLO CHE NON MI PIACE DI CATANIA OLTRE AI POSTEGGIATORI ABUSIVI - CHIARA PISCIONE

Vorrei che sparissero da Catania, oltre alla spazzatura e alla gente che la butta, soprattutto GLI UNIVERSITARI FIGHETTI MANTENUTI FINO A 38 ANNI DALLE MADRI E DAI PAPA' MEDICI INGEGNERI E AVVOCATI E CONTEMPORANEAMENTE PROFESSORI UNIVERISITARI IN MEDICINA INGEGNERIA E GIURISPRUDENZA FIGLI DI ALTRETTANTI PROFESSORI UNIVERSITARI ECCETERA ECCETERA che, non avendo un cazzo da fare tutto il giorno, si fumano gli spinelli o le canne all'Università, fingendosi intellettuali .
E altresì non mi piacciono:
quelli che ASPETTANO CHE IL LAVORO GLI CADA DAL CIELO COME MANNA NEL DESERTO e nel frattempo non fanno un cazzo.
VORREI NON DOVER SCEGLIERE TRA UN FIGHETTO DI MERDA CHE VA A STUDIARE (MANTENUTO) ALLA NORMALE DI PISA PER DIVENTARE INGEGNERE AEROSPAZIALE O FILOSOFO FICHTIANO CON ASCENDENZE HEGELIANE E USA TUTTI I SOLDI DI MAMMA E PAPINO INGEGNERE-MEDICO-AVVOCATO PER FARSI I DROGA-PARTY A BASE DI FUNGHI VELENOSI-ALLUCINOGENI (CHE GLI CONSENTIRANNO DI "ENTRARE A CONTATTO CON DIO" E "COSA NE VUOI CAPIRE TU BRUTTA STRONZA E BIGOTTA DELLE SOFFERENZE DI UNO COME ME CHE CERCA L'ASSOLUTO") E POI DIMENTICA DI ABILITARSI PER UN CASUALE ATTO MANCATO FREUDIANO...
DICEVO
VORREI NON DOVER SCEGLIERE TRA COTALE FIGHETTO
E UNO ZAURDO DI LIBRINO MAFIOSO E SPACCIATORE PERO' CHE HA MANTENUTO ALMENO I SANI VALORI DELLA FAMIGLIA DEL LAVORO E DEL RISPETTO.
VORREI CHE ESISTESSE ANCHE LA GENTE MEDIA, LA GENTE PER BENE, PULITA, CHE AMA LA VERITA' E IL BUON SENSO, CHE SA SOFFRIRE PER UN MOTIVO VALIDO, CHE NE CAPISCA DI VITA REALE, CHE NON OCCUPI TUTTO IL GIORNO I GRADINI DELLE UNIVERSITA' DI LETTERE E FILOSOFIA SOTTO IL SOLE, INNEGGIANDO A CHE GUEVARA E A "KURT COBAIN IS NOT DEAD BUT LIVE FOREVER",  PER POI TORNARE NELLA MEGAVILLA A MARE DI MAMMA E PAPA' A TAORMINA/GIARDINI NAXOS.
QUESTO VORREI.
VORREI NON DOVERE TORNARE A CATANIA E VEDERE SOLO GENTE IMMOBILE CHE SI PIANGE ADDOSSO. VORREI NON DOVER CREDERE AL RAGAZZO INCONTRATO SULL'AEREO CHE SI E' DATO ALLA CARRIERA MILITARE E GLI SFAVILLANO GLI OCCHI QUANDO GETTA LE BOMBE SUI "NEMICI" IN AFGHANISTAN PERCHE' L'ALTERNATIVA è TORNARE A FARE L'IMBIANCHINO E FREQUENTARE QUEGLI STRONZI DEI SUOI AMICI DI 35 ANNI (LUI NE HA 22) CHE PER INGANNARE IL TEMPO SI DROGANO IN CASA DI MAMMA E PAPA' IN ATTESA DEL MERITATO LAVORO-MANNA (CHE OVVIAMENTE UN "AMICU SO'" STA GIA' PENSANDO A PROCURARE LORO).
QUESTO NON MI PIACE.
CHE LA CULTURA (CHE PUR ABBIAMO) E LA TENDENZA A STUDIARE, LAUREARCI, SPECIALIZZARCI IN ATTESA DI DIVENTARE ZAMPOGNARI (ALTIRMENTI DETTO, PER ASPIRARE AL LAVORO DIRIGENZIALE CHE DA NOI NON ESISTE)
DIVENTI UNA SCUSA PER ACCASCIARSI NELLE NOSTRE CASE MATERNO-PATERNE E PER FARE I MANTENUTI DEPRESSI E PERò SUPERIORI (IN VISTA DEL NOSTRO STUDIO MATTO E DISPERATISSIMO) A VITA.
A  VITA.

AI FIGLI DI UNA MORALE MONCA E SDOLCINATA

"Amare è desiderare la felicità di chi ami anche se tu non sei incluso in essa": che immensa, patetica, stucchevole, patinata bugia. Siete assuefatti alle cazzate. Avete un concetto malato e distorto dell'amore, ZUCCHEROSO, INFANTILE, ONNIPOTENTE. RIDICOLI! Prima di tutto imparate ad amare voi stessi e a non farvi distruggere dal vostro masochismo, palese in frasi dozzinali e FALSE come queste. Solo una grande FALSITA' può appoggiare un pensiero simile. E', infatti, una concezione distorta e analfabeta del cuore umano. Solo Dio ama in quel modo. Al massimo una madre. E ti dirò: PERSINO DIO è GELOSO E VUOLE AMORE PER SE'. Guai ad amare così un altro essere umano, specie se si tratta di agape o di eros, ovvero della concezione di amore SPONSALE, cioè di Eva con Adamo, di un sesso con l'altro sesso. QUANTE BUGIE RACCONTATE. Fino a che punto può essere travisata l'idea di "bene". E' come dire che non c'è gelosia. Ma siamo matti?? E' contro natura pensare che non ci sia gelosia e senso di appartenenza nell'amore. Il vostro servile asserire è solo un'altra forma di potere, tipicamente femminile peraltro, dietro la quale nascondere la vostra IMMENSA PRESUNZIONE e con la quale sentirvi ONNIPOTENTI, BUONI E PERFETTI. Ma vi voglio svelare un segreto: nessuno di noi lo è. Forse ci serve di più imparare a conoscere e ammettere i cosiddetti limiti. Detto questo, fanculo alla vostra morale monca e depressa, falsa e sdolcinata.

Quando c'è dell'altro..

di Chiara Piscione
...quando dell'altro preme con urgenza dal fondo allora accade che tu non faccia abbastanza per ottenere tutto ciò per cui gli altri si affannano. C'è chi la chiama pigrizia (intellettule o meno) e chi la considera mancanza di palle. Noi non abbiamo un'idea nostra in merito. Sappiamo solo che chi, come noi, vive mordendo il Kairòs, non sa fare altro che lasciarsi maneggiare dal suo stomaco che arrovvellandosi, descrive la via da tracciare..
e giorno per giorno ci lasciamo docilmente trasportare da quest'onda di emozioni e di certezze che parte da lì. Dal fondo.

INCONTRANDO DIN MEHMETI, PER CASO....

Ho incontrato queste parole a scuola, per caso. Sono rimasta affascinata. Ho provato a tradurle. Grazie Flamur e Keziana per il loro aiuto. Termini difficili in albanese, talora anche dialettali. Per un poeta del Kosovo meravigliosamente potente ed evocativo.
La traduzione è mia.


NATA E POETËVE - Din Mehmeti


Kur heshtja mbulon çdo gjë
Kur të gjithë flenë
Zgjohen poetët
Për t’u djegur nëpër vargje

Ata ia shtrydhin
Gjakun e keq mendimit

Shpirti i tyne shesh betejash

Nga temperatura e fjalëve
Vdesin ngadalë pa klithma



Notte dei poeti
Quando il silenzio copre tutto
Quando tutti dormono
i poeti si svegliano
per bruciare nei
loro versi
Essi spremono
il sangue dei cattivi pensieri
Il loro spirito quasi combatte
nelle piazze
Nel calore delle parole
lentamente muoiono
senza piangere.

Din Mehmeti

ps: O SENZA URLARE. ENTRAMBE LE TRADUZIONI ERANO AFFASCINANTI.

SU CATANIA E SUI VEZZI DEI CATANESI - NUOVA TOPONOMASTICA AGGIORNATA

Da una recente ricerca emerge che a Catania è da sempre abitudine consolidata attribuire due o più nomi ad una stessa via. Ad esempio via leopardi ben presto diventa via gabriele d'annunzio e di seguito prende i più svariati nomi: via monserrato, via sant'agata al borgo, via cesare beccaria, etc. D'altra parte, poi, vi è il fenomeno opposto: uno stesso nome vine utilizzato per indicare diverse strade (a Catania più ci si confonde più è divertente). Esempi celebri di tale fenomeno sono: via vecchia ognina (3 strade diverse) via luigi sturzo (2 strade diverse). Registrato anche il caso di una strada che a destra si chiamava via camarda e a sinistra via pappalardo (errore purtroppo recentemente corretto). Altra abitudine tipicamente catanese è quella di cambiare i nomi di alcune piazze, motivo per cui non ci si capisce mai su dove ci si deve incontrare. es: "Ci vediano a piazza bellini (intendendo piazza stesicoro)". Piazza registrara anche nelle memorie antidiluviane dei nonni come " a potta aiaci"; Se al contarrio chiedete di paizza Bellini cercandoi piazza stesicoro vi indicheranno piazza teatro massimo ( piazza dove sorge il teatroi). Tutto ciò genera una gran confusione. Sapevate, ad esempio, che piazza Umberto non esiste? il suo vero nome infatti è piazza "Vittorio Emanuele II" meglio conosciuta dalle nuove generazioni come "piazza dei chioschi". Se chiederete poi di piazza Carlo Alberto forse vi guarderanno basiti, convinti che li stiate prendendo in giro. E' meglio forse chiedere della piazza da' fera o' luni. A ciò si aggiunge l'ulteriore confusione generata dai vecchi, superstiti delle due guerre, che chiamano piazza Verga "a piazza esposizione" (memori di una vecchia esposizione commerciale dei primi del 900), via di Sangiuliano "via Lincoln" e piazza Bovio "chianu e'malati". Se cercate la chiesa di San Biagio difficilmente il catanese d.o.c ve la saprà indicare. Meglio chiedere della chiesa da' caccaredda (luogo dove è stata bruciata viva la santa della città, Agata.
Questa è un'indagine svolta dall'équipe di ricercatori di casa Piscione. A ore pasti.
CHIARA PISCIONE.
You're too old to feel pain and no one will make you a discount today. Don't you see how ridiculous the old men who cry with their white beards soaked in pain and shame? 


Sei troppo vecchio per sentire dolore e nessuno ti farà uno sconto oggi. Non lo vedi come sono ridicoli i vecchi quando piangono con le loro barbe bianche intrise di dolore e vergogna?

PERCHE' ME NE FREGO CHE GLI "INTELLETTUALI" E I MORALISTI MI URLERANNO ADDOSSO. E PERCHE' TI VOGLIO SALUTARE... A MODO MIO.

Ci sono fatti che per la loro portata drammatica e per la loro diffusione planetaria costringono il mondo che viene a contatto con essi, che da essi non sfugge, a fermarsi a guardare e lo stringono in una morsa di dolore. Come un nodo in gola che si concretizza in pianto o che si scioglie, piano, in un singhiozzo.
La morte dei giovani è questo.
La morte dei figli è questo.
La morte dei buoni è questo.
La morte degli eroi è questo.
La morte degli innocenti con occhi buoni e sorriso d'angelo è questo.
Anche la morte degli “idoli” è questo.
Anche la morte di chi voleva vivere più degli altri a costo di morire è questo.
Anche la morte di chi non ci pensava MAI alla morte è questa.
La morte di chi voleva vivere al massimo e se ne fregava del senso comune.
E' dolorosa, inaccettabile.
E' UN FATTO DI PORTATA SOCIOLOGICA, che i cosiddetti "intellettuali" e difensori della democrazia dell'amore lo vogliano accettare o meno.
l'amore non è democratico, è selettivo. Non procede dai meriti ma dai "demeriti", ha detto qualcuno.
L'amore è esclusivo e ridondante, come i link e i pensieri di cui sei stato riempito, amico caro e sconosciuto. Come le lacrime che hai suscitato in chi non ti conosceva.
Ecco perché Gesù stesso se ne frega dei peccati della donna che lo accoglie in casa, gli deterge i piedi con le lacrime e glieli asciuga con i capelli, in un gesto erotico, quasi. Come erotica è la realtà profonda delle cose, nel loro nucleo.
Gesù ringrazia la donna e dice: "perché ha molto amato le sono perdonati tutti i suoi peccati".
E se ne frega che con quell'olio si potevano sfamare i poveri e dice: "Lei mi ha dimostrato quanto mi ama. Mentre nessuno di voi mi ha accolto allo stesso modo, in questa casa.."
Se a questo pensiero, al pensiero di te che corri felice e che vivi in pienezza i tuoi anni verdi, si unisce la bellezza, l'allegria, la forza e il vigore, la spensieratezza, l'umiltà, il pensiero di una straordinaria carriera davanti, stroncata in pochi attimi, l'amore e l'approvazione di tutti, l'essere innamorati della propria donna...
tutto suona pirandellianamente assurdo e ingiusto.
Innamorati e fragili come fiori.
Innamorati della vita.
Se alla voglia eroica e strafottente di vivere al massimo il proprio sé si aggiunge la dolcezza dell'animo, la profondità dei sentimenti, l'esemplarità della condotta morale, il rispetto degli altri, la semplicità e l'immediatezza pura del pensiero mediata dallo sguardo ironico e divertito che certi ragazzi mattacchioni sanno distillare attraverso la dolcezza dei gesti...
Se si fa questo, tutto questo, anche solo per un attimo, in un pensiero, fugace, che sfiora la coscienza...
si arriva al senso del dolore più crudo.

Non è tempo di polemizzare ma di accettare la debolezza e la predilezione dell'uomo per la straordinarietà dell'essere unita a una fine inaccettabile, ineluttabile, insensata, implacabile.

Ricordo ancora la spiegazione del senso del tragico della mia prof di Greco all'università, la Basta Donzelli: “il tragico emerge da una figura a tutta tondo. L'eroe ha tratti negativi e positivi. L'eroe ha una dimensione multi-sfaccettata: è capace di sacrificio fino all'abnegazione e alla morte ed è altrettanto capace di odio indomito e di ferocia. Proprio per questo è tragico. La sua vicenda stimola la catarsi dalle passioni e il rinnovamento dell'animo”.
“La morte di un innocente, la morte di un benefattore – continuava la Donzelli – la morte di un Cristo ucciso in Croce non è tragica, è vomitevole, inaccettabile, DISumana”.

Perturbante, oserei dire.

“Maledetto quel padre costretto a seppellire il proprio figlio”.

Lo recita la Bibbia. Da qualche parte.

Questo è il mio pensiero per te e per i tuoi, caro Marco Simoncelli. Nessuno ti ha chiesto di essere un eroe né tu hai mai desiderato essere d'esempio a qualcuno, probabilmente. L'esempio lo diamo con la nostra vita quando la viviamo APPIENO, non con la nostra “volontà” di essere o apparire buoni o straordinari.
E' la spontaneità la tua forza.
Avevi poco più di 20 anni, ricci biondi, sguardo deterso di luce e dolcezza di modi.
Tu hai semplicemente voluto vivere la vita per quello che era PER TE.
E, credimi, è TUTTO quello che la vita ci chiede di fare.
E io lo ritengo eroico.
Con tutto il cuore della mia com-passione.

Chiara
Perhaps you could avoid
but in your pain you have no friends
it's just your fault
it's just your pain,
You have the darkness of this night
no one can remain under the stars with you
'cause no one is you
no one is FOR you
it's just your question.
you only have this endless night
nobody collects rain
when the rain is heavy.
people want to fly in a sky light,
not in a sky of stone
not in a sky of rain.
Hate is not enough to even the score.
hate is a ridiculous regurgitation, 
a foothold in the nothingness of your smiles
in the paradox of your love
that says to feed and stripping
that heals with the holy oil of the absence
that kisses with spit acid of the devil
hopping on the void
on the void of your bare fingers
that embrace the air
the defeated air...




traduzione

Forse si poteva evitare
ma nel dolore non hai compagni
è solo tua la colpa
è solo tuo il dolore
Tu hai il buio di questa notte
nessuno può rimanere sotto le stelle con te
perché nessuno è te
nessuno è PER te
è solo tua la domanda
è solo tua questa notte senza fine
nessunon raccoglie la pioggia
quando la pioggia è pesante
la gente vuole volare in un cielo leggero
non in un cielo di pietre
non in un cielo di pioggia
L'odio non è sufficiente per pareggiare i conti.
l'odio è un rigurgito ridicolo,
un punto d'appoggio nel nulla dei tuoi sorrisi
nel paradosso del tuo amore
che dice di nutrire e scarnifica
che guarisce con l'olio santo dell' assenza
che bacia con l'acido sputo del diavolo
saltellando sul vuoto
sul vuoto delle dita nude
che abbracciano l'aria
l'aria sconfitta ...

martedì 16 agosto 2011

Ai poeti dell'orecchio e dell'immaginazione

Come in un sogno lo vedo arrivare.
E' il cadavere del nemico. Passa, come nella tradizione, sul fiume. Passa lento, quando ormai non lo aspettavi più. L'antico ghigno prepotente ridotto a una smorfia.
E' fatto di parole vane, di sogni appartenuti ad altri.
Non per altro combattiamo che per avere cuore.
Ce ne fottiamo dell'orecchio e dell'immaginazione.
Troppo a lungo, ilici, uomini del niente, avete dettato legge.
Che non vive l'uomo di solo pane si era già detto, eppure non è bastato. Poeti "dell'orecchio e dell'immaginazione. Del cuore in nessun modo": Spiacente. Non è vostro il mondo.
E non è IL vostro mondo.

lunedì 15 agosto 2011

Oh Dio. Oh Dio.
Eccolo qua, il mio blog. L'ho fatto davvero. Adesso si tratta solo di capire come funziona. Accidenti. Quando finalmente puoi scrivere, scrivere e scrivere quello che ti pare non hai più nemmeno uno straccio di idea. Improvvisamente ti senti incapace di spiccicare parola. Bene. So già che cancellerò quanto scritto. Intatto via con l' écriture automatique... cosa accadrà non so. Oh Dio. Oh Dio...