Ci sono fatti che per la loro portata drammatica e per la loro diffusione planetaria costringono il mondo che viene a contatto con essi, che da essi non sfugge, a fermarsi a guardare e lo stringono in una morsa di dolore. Come un nodo in gola che si concretizza in pianto o che si scioglie, piano, in un singhiozzo.
La morte dei giovani è questo.
La morte dei figli è questo.
La morte dei buoni è questo.
La morte degli eroi è questo.
La morte degli innocenti con occhi buoni e sorriso d'angelo è questo.
Anche la morte degli “idoli” è questo.
Anche la morte di chi voleva vivere più degli altri a costo di morire è questo.
Anche la morte di chi non ci pensava MAI alla morte è questa.
La morte di chi voleva vivere al massimo e se ne fregava del senso comune.
E' dolorosa, inaccettabile.
E' UN FATTO DI PORTATA SOCIOLOGICA, che i cosiddetti "intellettuali" e difensori della democrazia dell'amore lo vogliano accettare o meno.
l'amore non è democratico, è selettivo. Non procede dai meriti ma dai "demeriti", ha detto qualcuno.
L'amore è esclusivo e ridondante, come i link e i pensieri di cui sei stato riempito, amico caro e sconosciuto. Come le lacrime che hai suscitato in chi non ti conosceva.
Ecco perché Gesù stesso se ne frega dei peccati della donna che lo accoglie in casa, gli deterge i piedi con le lacrime e glieli asciuga con i capelli, in un gesto erotico, quasi. Come erotica è la realtà profonda delle cose, nel loro nucleo.
Gesù ringrazia la donna e dice: "perché ha molto amato le sono perdonati tutti i suoi peccati".
E se ne frega che con quell'olio si potevano sfamare i poveri e dice: "Lei mi ha dimostrato quanto mi ama. Mentre nessuno di voi mi ha accolto allo stesso modo, in questa casa.."
Se a questo pensiero, al pensiero di te che corri felice e che vivi in pienezza i tuoi anni verdi, si unisce la bellezza, l'allegria, la forza e il vigore, la spensieratezza, l'umiltà, il pensiero di una straordinaria carriera davanti, stroncata in pochi attimi, l'amore e l'approvazione di tutti, l'essere innamorati della propria donna...
tutto suona pirandellianamente assurdo e ingiusto.
Innamorati e fragili come fiori.
Innamorati della vita.
Se alla voglia eroica e strafottente di vivere al massimo il proprio sé si aggiunge la dolcezza dell'animo, la profondità dei sentimenti, l'esemplarità della condotta morale, il rispetto degli altri, la semplicità e l'immediatezza pura del pensiero mediata dallo sguardo ironico e divertito che certi ragazzi mattacchioni sanno distillare attraverso la dolcezza dei gesti...
Se si fa questo, tutto questo, anche solo per un attimo, in un pensiero, fugace, che sfiora la coscienza...
si arriva al senso del dolore più crudo.
Non è tempo di polemizzare ma di accettare la debolezza e la predilezione dell'uomo per la straordinarietà dell'essere unita a una fine inaccettabile, ineluttabile, insensata, implacabile.
Ricordo ancora la spiegazione del senso del tragico della mia prof di Greco all'università, la Basta Donzelli: “il tragico emerge da una figura a tutta tondo. L'eroe ha tratti negativi e positivi. L'eroe ha una dimensione multi-sfaccettata: è capace di sacrificio fino all'abnegazione e alla morte ed è altrettanto capace di odio indomito e di ferocia. Proprio per questo è tragico. La sua vicenda stimola la catarsi dalle passioni e il rinnovamento dell'animo”.
“La morte di un innocente, la morte di un benefattore – continuava la Donzelli – la morte di un Cristo ucciso in Croce non è tragica, è vomitevole, inaccettabile, DISumana”.
Perturbante, oserei dire.
“Maledetto quel padre costretto a seppellire il proprio figlio”.
Lo recita la Bibbia. Da qualche parte.
Questo è il mio pensiero per te e per i tuoi, caro Marco Simoncelli. Nessuno ti ha chiesto di essere un eroe né tu hai mai desiderato essere d'esempio a qualcuno, probabilmente. L'esempio lo diamo con la nostra vita quando la viviamo APPIENO, non con la nostra “volontà” di essere o apparire buoni o straordinari.
E' la spontaneità la tua forza.
Avevi poco più di 20 anni, ricci biondi, sguardo deterso di luce e dolcezza di modi.
Tu hai semplicemente voluto vivere la vita per quello che era PER TE.
E, credimi, è TUTTO quello che la vita ci chiede di fare.
E io lo ritengo eroico.
Con tutto il cuore della mia com-passione.
Chiara