lunedì 7 novembre 2011

POSTILLA ALLA NOTA "CIO' CHE NON MI PIACE DI CATANIA ECCETERA ECCETERA - CHIARA PISCIONE -

Precisazione importante nonostante mi scazzi da morire il farla.
Partiamo dal principio, bambini: la distinzione dell'umanità in BUONI E CATTIVI è una categoria, utile per insegnare alcune cose importanti. Pertanto si fa all'asilo e alle scuole elementari per dare ai PARGOLI una idea CHIARA  E SEMPLICE della figura del bene e del male.
L'importanza di tale categoria si esaurisce con l'età adulta. Ai bambini si raccontano le favole (Propp sa di cosa sto parlando) e agli adulti si fanno vedere le TRAGEDIE o surrogati di esse.
Dunque, chi esce da questa fase (infantile ma utile e necessaria come tutte le fasi) apprende che:
1) le persone non sono né buone né cattive ma sono impastate di bene e male, esattamente come accade a quei perfetti esempi di umanità che sono gli eroi delle tragedie greche. Ciò esemplifica ancor più l'idea che nel bene ci sia un po' di male e viceversa.

                   ora

2) essendo tutti ma proprio tutti gli uomini impastati di tale multiforme materia (che ai perbenisti spiace parecchio ma - si dannino pure l'anima - se la troveranno sempre davanti) ne discende che tali esseri umani siano buoni e cattivi insieme. Da questa tesi discende evidentemente un'altra necessaria affermazione:
Non può in alcun modo destare stupore il fatto che Santapaola senta il bisogno di adorare la Madonna o Bin Laden creda di agire bene sterminando tutti in nome di Allah.

Niente stupore agli uomini adulti.
Vesti stracciate ai bambinotti-sacerdoti del Tempio.

Nell'uomo c'è l'esigenza imprescindibile del Bene. Se vogliamo dirla con Freud e spararci la chiappara possiamo evidenziare come principi fondamentali dell'essere il principio di piacere e il principio di realtà. E c'è un'altra curiosa faccenda: la pulsione di morte, che porta l'individuo a tendere verso l'"inferno" o, se vogliamo, ad autodistruggersi.
la faccenda, così banalizzata (chiedo scusa agli psicologi) mette tuttavia in evidenza ancor meglio la multidimensionalità dell'essere umano.

3) Detto ciò arriviamo alla faccenda fondamentale. In alcuni personaggi di dubbia provenienza sociale, che hanno vissuto in ambienti di delinquenza e che hanno anche, come dire, un fare mafiosetto e tendono a farsi giustizia da soli, c'è. altresì, forse per compensazione ad una vita degenerata, una singolare propensione a farsi promotori di valori (in altre categorie sociali spesso dimenticati o messi da parte) della famiglia, del "rispetto" e di alcune basilari regole. 
Tale evidenza, lungi dall'essere un'apologia del mafioso, si è prestata nella mia disamina, ad incarnare un modo pittoresco e divertente (ma anche profondo) per evidenziare un curioso aspetto di bene in un'umanità devastata dalla putredine.
4) Preciserei tuttavia, che nella disamina del mafiosetto (dicui s'è detto sopra) non si intendeva citare proprio il "mafioso" ricco e benestante alleato della lega del Nord e di Berlusconi e magari mandante dell'omicidio di Falcone e Borsellino, nè tanto meno il mafiosetto-pedina di cui ci ha ampiamente parlato Saviano. Per mafioso, nella mia noticina delirante e divertente, si intendeva il tipico mafiosetto mammoriano zzaurdo della civita che al massimo avrà rubacchiato 2 o 3 mele al mercato e che magari , toh, avrà fatto qualche scipparello alla vecchietta di turno. E si ricorda altresì che il mammorianello in questuione non era stato da me additato come categoria sociale preferibile alle altre o come esempio da seguire, ma semplicemente citato come figura alternativa al cui polo opposto si schierava lo schifoso fighetto di MMERDA che magari si sente a posto con la coscienza se dice 4 cazzatelle sulla libertà di espressione e sulla necessità di accettare le critiche e si spara litri di eroina nelle vene o di eroina nelle narici.
Avesse almeno prima imparato a reggersi sulle sue gambette tremolanti. allora potrebbe parlare di libertà di espressione!
diversamente, come spesso accade, deve essere prontamente messo a tacere e a nanna.

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